Caffettiera bruciata: come fare? I rimedi giusti

Chi di noi non ha mai bruciato una caffettiera, deve considerarsi o molto attento o molto fortunato.

E’ piuttosto facile che succeda: carichiamo la macchinetta, la mettiamo sul fuoco, squilla il cellulare, rispondiamo e ci dimentichiamo del caffè. Dopo una ventina di minuti, lo sgradevole odore di plastica bruciata accompagna il fischio del vapore che esce dalla moka.

Addio macchinetta? Non necessariamente.

Innanzitutto, una volta constatata l’amara verità, ci conviene levare prontamente e con la dovuta cautela la macchinetta dalla fonte di calore. Ricordiamoci, soprattutto per la moka, che il gioco della pressione, se ostruito, può portare la caffettiera ad esplodere.

Aspettiamo qualche minuto prima di mettere la macchinetta sotto il getto dell’acqua fredda e poi interveniamo.

La stima dei danni

Partiamo dal presupposto che, quando uno strumento utilizzato per la cucina si brucia, sarebbe sempre meglio sostituirlo: non sappiamo quali mutazioni abbiano avuto le componenti di cui è strutturato, a causa dell’alta temperatura.

Il rischio di far entrare nel nostro corpo elementi ossidati o bruciati supera di gran lunga il problema economico del doverlo rimpiazzare!

Una volta raffreddata, possiamo procedere con lo smontare la nostra caffettiera, per stabilire quali e quanti danni si siano verificati.

Svitiamola con cura, leviamo il caffè bruciato e smontiamo la guarnizione e il filtrino di metallo. Per ultimo, dobbiamo aiutarci con un cacciavite e smontiamo il manico che, sicuramente, si sarà bruciato.

Per le operazioni di pulizia, riportiamo due metodi: il primo, consiglia di immergere per una notte le parti della moka in una soluzione di acqua, un cucchiaio di bicarbonato di sodio e un bicchiere di aceto di vino bianco; il secondo, prevede di lavare tutte le parti con acqua calda e sapone neutro, dopodiché far bollire un paio di volte la moka, prima di riutilizzarla.

Le parti da sostituire

Le parti che sono da sostituire saranno sicuramente la guarnizione interna con il suo filtrino metallico e il manico. Sono operazioni piuttosto semplici, che richiedono un acquisto al supermercato o in un negozio di casalinghi.

La vecchia guarnizione risulterà sicuramente annerita e probabilmente si sbriciolerà al primo tocco. Dovremmo dotarci di una forchetta o di un piccolo cacciavite a taglio per estrarla dalla filettatura del serbatoio e, una volta tolta, possiamo gettare entrambi.

Per quanto riguarda il manico, le operazioni sono leggermente più lunghe. Occorre avere un chiodo all’incirca grande come il perno che tiene in posizione il manico rotto, un martello e un accendino.

Spesso il nuovo manico non è dotato del foro, perché ogni caffettiera ha delle misure ben precise. Per questo, se non dovesse esserci il foro, dobbiamo crearlo noi. Dobbiamo posizionare il manico nell’alloggio del serbatoio, scaldare il chiodo con un accendino e creare un corridoio per il perno nella plastica del manico. Una volta eseguita questa operazione, dobbiamo inserire il perno, facendolo passare nel foro appena creato.

Per quanto riguarda i costi, in linea di massima sono piuttosto contenuti: variano dai 2 ai 4 €.

Alcuni errori da evitare

Affrontiamo una questione spinosa: come puliamo le parti sopravvissute della caffettiera?

Alcuni sostengono che la caffettiera debba soltanto essere risciacquata, altri che la moka va necessariamente pulita. I sostenitori di questa seconda opzione, consigliano di pulire le parti in metallo con del semplice aceto, essendo sempre molto attenti a non utilizzare (soprattutto per le caffettiere in alluminio) l’utilizzo sostanze acide, che poi verrebbero a loro volta assorbite dalla caffettiera.

Non dimentichiamo di fare bollire la caffettiera, introducendo solo acqua nella caldaia, avvitandola e poi mettendola sul fornello. Dopodichè ricordiamoci di fare un paio di caffè a vuoto: inseriamo anche solo un cucchiaino di polvere di caffè, in modo tale da far sigillare le superfici dagli oli del caffè, per impedire alla bevanda di avere un sapore metallico.

Come ultima operazione, asciughiamo bene la caffettiera: se rimane un po’ di umidità la caffettiera potrebbe riempirsi di macchie grigie e muffa.

I pericoli per la salute

Detto ciò, possiamo giungere alla conclusione che, laddove la macchinetta non abbia avuto grossi danni, dobbiamo e possiamo salvarla: sia per un fattore economico, sia per riguardo all’ambiente e allo spreco.

Tuttavia, laddove la nostra caffettiera abbia riportato danni considerevoli, sia stata a lungo sul fuoco e nemmeno le operazioni di pulizia abbiano aiutato la moka, l’unico rimedio soprattuto per la nostra salute, è quello di gettare la macchinetta e comprarne una nuova.

Consideriamo che la parte del manico è composta di plastica, che se bruciata sviluppa la dannosissima diossina. Stesso discorso vale per le parti in metallo, specialmente se si parla di alluminio, che è molto dannoso per tutto il corpo in special modo per il nostro cervello. E’ infatti stato accertato che le persone affette dal morbo di Alzheimer hanno concentrazioni di alluminio nel tessuto cerebrale fino a tre volte superiori alla norma. Dunque, stiamo attenti ad utilizzare con le spugne abrasive o a raschiare troppo la nostra caffettiera, solo per poterla pulire.

Sono una trentenne un po’ prolissa a cui piace scrivere delle persone e delle cose che ama.

Mi piace la musica, l’arte in tutte le sue forme, viaggiare e purtroppo anche mangiare.

Adoro i fiori, i giardini e le piante che sia arrampicano sui palazzi: quando ho la fortuna di trovare un terrazzo pieno di verde, sono capace di molestare i proprietari fino a fami entrare in casa, magari davanti ad una buona tazza di caffè.

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