Moka: com’è fatta? Componenti e funzioni

In Italia, così come in gran parte del mondo, quando parliamo di caffettiera è quasi un luogo comune pensare di rimando alla Moka. La Moka, di fatti, racchiude in sé parte di identità di un popolo. L’Italia la riconosce nella sua tradizione e nella sua cultura popolare fin dal secolo scorso. Ma qual è la sua storia? In parole povere, cos’è la Moka?

Chicchi di storia.

La Moka per come oggi la conosciamo, non si distacca molto dal prototipo originale degli anni trenta. Questo aspetto sicuramente non può che essere la conferma dell’immenso apprezzamento riscosso sul mercato fin dagli albori. La sua struttura, così come i suoi componenti, non hanno subìto cambiamenti incisivi. Chiamiamoli pure piccoli miglioramenti per stare al passo con i tempi, ma nell’insieme, ancora oggi la Moka conserva in sé ben più di quello che potrebbe avere un comune macchinario per fare il caffè. Rappresenta la tradizione; la quotidianità; l’affidabilità di decenni di successo indiscusso. Non è semplicemente una caffettiera, questo è poco ma sicuro. Dopotutto, una banale caffettiera non sarebbe considerata di certo un prodotto da esporre in un museo!

Alla scoperta di un prodotto tutto Made in Italy

Dopo aver constatato quanto la Moka abbia fatto parlare di sé, evidentemente non soltanto per il suo scopo principale, ovvero quello di produrre caffè; sarebbe opportuno andarne ad analizzare più nel dettaglio la sua struttura. Capire come essa si compone e di conseguenza il suo funzionamento, non potrà che farci apprezzare maggiormente un prodotto da molti ritenuto uno dei meglio riusciti nella storia per la produzione di caffè.

I componenti di una Moka.

Per apprezzarne al meglio la straordinaria ingegnosità che portò alla realizzazione di questa incredibile caffettiera, è opportuno soffermarci sull’analisi accurata della sua struttura e dei suoi relativi componenti. Scopriamoli insieme. Ecco un breve elenco:

  1. Caldaia.
  2. Filtro a imbuto.
  3. Guarnizione in gomma.
  4. Piastrina metallica.
  5. Bricco.

La Moka si compone, quindi, di ben cinque componenti differenti, ognuno con una propria funzione. Vediamo in modo mirato di cosa stiamo parlando.

Caldaia.

Il primo componente fondamentale della Moka è senza alcuna ombra di dubbio la caldaia. La sua funzione principale è quella di contenere l’acqua che sarà elemento imprescindibile per la preparazione stessa del caffè. Può essere realizzata in acciaio o alluminio e in base a ciò presenterà un differente peso e robustezza, nonché una capacità diversa di gestione della temperatura.

Filtro a imbuto.

Il filtro a imbuto potrebbe considerarsi la parte centrale della Moka. È il recipiente apposito ai fini di contenere il caffè in polvere. Si presenta con una base di micro fori dal diametro idoneo per una doppia funzione. Non far cadere il caffè all’interno della caldaia e al contempo permettere la salita del vapore.

Guarnizione in gomma.

Questo componente serve per lo più a permettere una corretta chiusura della Moka. Il materiale di cui si compone è la gomma.

Filtro piastrina.

Anche il filtro piastrina ha un utilizzo pari a quello di una guarnizione. Funge da separatore tra caldaia e bricco.

Bricco.

L’ultimo elemento ma non per importanza, è il Bricco. Serve a contenere il caffè una volta versatosi dal “camino” una cannula interna al bricco che permette la fuoriuscita del caffè a fine preparazione.

Ora che abbiamo analizzato più nel dettaglio i componenti che costituiscono una Moka, analizzeremo il vero e proprio funzionamento. Cosa effettivamente succede all’interno della Moka quando ne avviamo la preparazione. Potrebbe sembrare un processo complicato, ma con un minimo di attenzione sarà facile intuirne ogni singolo step. Cerchiamo di fare chiarezza in merito.

Ma come funziona quindi la Moka?

Il procedimento di preparazione del caffè attraverso l’utilizzo della Moka, di per sé è rapido e facile da eseguire. Vediamone passo dopo passo i vari punti focali.

  • 1° Step. Va riempita la caldaia con acqua. Il livello dell’acqua deve arrivare a toccare appena la valvola di sicurezza e non andare oltre.
  • 2° Step. Preso il filtro a imbuto occorre inserirlo a incastro nell’apposito spazio e riempito fino all’orlo di caffè in polvere. Non pressare.
  • 3° Step. Una volta che avremo riempito il filtro, basterà sigillare il tutto avvitando il bricco.

La nostra Moka ora è pronta per cominciare a lavorare. Come otteniamo il nostro caffè? Semplice! Basterà posizionare la Moka su una fonte di calore. Questo è il passaggio iniziale. Dopodiché il processo di ebollizione avrà inizio; l’acqua comincerà a scaldarsi aumentando così la propria temperatura. Ciò non farà che aumentarne la pressione che come conseguenza stimolerà il vapore creatosi a comprimere l’acqua ancora presente nel vano caldaia. Tale processo, scatenerà un ulteriore conseguenza, l’acqua risalirà lungo il filtro a imbuto e questo farà sì che si scontri con il caffè in polvere posizionato in precedenza. Questo porterà il caffè a mescolarsi con l’acqua e a quel punto sarà pronto per risalire lungo il camino e a fuoriuscire per riversarsi indisturbato all’interno del bricco. Il caffè, finalmente, sarà pronto per essere gustato.

Siciliana laureata in Discipline dello Spettacolo e Comunicazione alla facoltà di Pisa. Appassionata di arte, musica e scrittura. Mi occupo di scenografia cinematografica e nel tempo libero scrivo romanzi in self publiscing. Mi diletto anche nella musica e nella pittura.

“La vita non sarebbe niente senza un pizzico di arte”

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