Moka e miscele di caffè personalizzate: guida e consigli

Il caffè è certamente una delle bevande più consumate e bevute al mondo. Il motivo principale, si basa essenzialmente non soltanto su un fatto di facile reperibilità, ma anche su una sua particolare efficacia a livello energetico e non solo. Nel mondo ne esistono diverse varianti, come a variare sono i metodi di preparazione, adattati a loro volta, al tipo specifico di caffè trattato. In questo articolo scopriremo una tipologia in particolare, quale la Moka, e se esistano delle miscele personalizzate per una preparazione estremamente vicina al nostro gusto.

 

La Moka, la tradizione di un caffè tutto all’italiana.

Questa particolare caffettiera, italiana di origine ma mondiale in quanto a uso e fama; è in grado di produrre un tipo di caffè indubbiamente apprezzato e consumato da gran parte degli intenditori di questa bevanda. Al pari passo dell’apprezzabilità dell’Espresso, il caffè con Moka ha in sé caratteristiche tali da renderlo per certi versi persino superiore. Ma scopriamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Come si presenta una classica Moka.

La Moka è costituita da ben cinque elementi che la contraddistinguono dal resto delle caffettiere in circolazione, ecco i suoi componenti principali:

  • Caldaia.
  • Filtro a imbuto.
  • Guarnizione di gomma.
  • Piastrina.
  • Bricco.

  

Il suo funzionamento si basa su un processo relativamente semplice e che avviene in tempi tutto sommato rapidi. Tutto ha inizio con il riempimento del vano caldaia con acqua. La regola vuole che il livello dell’acqua non debba mai oltrepassare la valvola di sicurezza. Questo garantirà un caffè non troppo acquoso. Successivamente andrà riempito il filtro a imbuto. Il caffè da inserire non deve mai eccedere nelle quantità e mantenersi non oltre l’orlo. Distribuitelo in modo uniforme e omogeneo. Dopodiché sarà il momento di chiudere la vostra Moka agganciando e stringendo con forza il bricco. Importante e da non sottovalutare saranno le condizioni di piastrina e guarnizione.

Cosa succede non appena la Moka viene adagiata sul fuoco? Scopriamolo.

La vera preparazione ha inizio una volta che la Moka viene messa al di sopra di una fonte di calore. Questo darà il via a quello che poi sarà il risultato finale, ovvero il nostro caffè pronto da gustare. Osserviamo cosa succede all’atto pratico.

  • Il calore farà sì che la temperatura dell’acqua aumenti in modo graduale. (Preferite sempre una fiamma dolce e non troppo viva)
  • Una volta a temperatura quasi di ebollizione, l‘acqua comincerà a produrre vapore e ciò porterà alla produzione di pressione all’interno della caldaia.
  • Il vapore, pressato dalla forza espansiva della pressione sempre crescente, spingerà l’acqua verso il basso che come unica via di fuga sfrutterà la parte terminale del filtro a imbuto.
  • L’acqua di conseguenza risalirà fino al raggiungimento del filtro, proprio dove riposto il caffè in polvere.
  • Avverrà lo scontro tra caffè e acqua e questo, favorito dal vapore, porterà questi due elementi a fondersi e a sgorgare lentamente all’interno del bricco. La fuoriuscite è possibile grazie al camino, una cannula dalla cima forata posta al centro del bricco.

A questo punto la Moka avrà concluso il suo processo di preparazione e il nostro caffè sarà pronto da gustare. Ricco di aromi.

Ma quali miscele scegliere per un risultato ottimale?

Avendo constatato come funziona essenzialmente una Moka, non possiamo che porci un quesito. C’è una miscela in grado di assicurare un risultato migliore di altri? Ebbene, la risposta non potrà mai considerarsi esaustiva. Ogni miscela ha una sua caratteristica e questo determina già l’impossibilità di considerarne una migliore delle altre. Tutto si basa sulle proprie esigenze e sul proprio gusto.

Esistono miscele personalizzate?

In commercio, come avrete notato per certo, ne esistono già un’infinità di varianti. Ma se siamo particolarmente esigenti o cultori del caffè indiscussi; oggigiorno è possibile richiedere a determinate aziende di settore, la possibilità di personalizzare la vostra miscela scegliendone le caratteristiche principali. Vediamo quali.

La miscela dei desideri.

Se siete amanti del caffè intenso o del caffè più morbido o di ben altre caratteristiche, basterà riferire a tali aziende innanzitutto l’origine preferita dei chicchi. Successivamente sarà importante specificare la tipologia di macchinetta che si avrà intenzione di usare con questa particolare miscela selezionata. Questo perché in base al tipo diverso di macinatura sarà già possibile indirizzare in modo maggiormente personalizzato il risultato finale del vostro caffè. Ipotizzando una macinatura per Moka, opteremo quindi per una macinatura categoricamente media. Sarà poi la volta della scelta delle origini del chicco. Come sottolineato precedentemente, ogni origine ne determina qualità differenti. Alla fine avremo una miscela selezionata in base al nostro gusto. Potremmo determinarne già alla base gli aromi e i suoi profumi. Rendendo così il gustare un caffè, un piacere unico ed estremamente personale.

Non accontentatevi. Il caffè va gustato a pennello per voi.

In conclusione, avere la possibilità di scegliere la propria miscela può considerarsi assolutamente un vantaggio. Perciò perché non sfruttarla? Non accontentatevi di ciò che offre il mercato, se siete amanti del caffè, siatene voi i creatori della miscela perfetta. Buon caffè a tutti!


Siciliana laureata in Discipline dello Spettacolo e Comunicazione alla facoltà di Pisa. Appassionata di arte, musica e scrittura. Mi occupo di scenografia cinematografica e nel tempo libero scrivo romanzi in self publiscing. Mi diletto anche nella musica e nella pittura.

“La vita non sarebbe niente senza un pizzico di arte”

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